LA CRISI economica ha falcidiato posti di lavoro a livelli record e le donne hanno pagato il tributo più alto. Anche in Toscana, sebbene i dati percentuali siano al di
sotto delle medie nazionale.
Secondo le cifre fornite dalla Regione, gli ultimi tre mesi sono stati i peggiori: 68mila le donne disoccupate – il livello più alto degli ultimi cinque anni-, assunzioni calate nel primo trimestre 2010 del 3,9%, mentre quelle maschili sono cresciute del 7%, tasso di occupazione sceso al 53,1% dal 54,7% del corrispondente trimestre
2009 e tasso di disoccupazione salito al 9,5% dall’8,7% del trimestre precedente. Il lavoro femminile è debole anche sotto il profilo qualitativo: le donne sono più precarie degli uomini, hanno in media qualifiche e stipendi inferiori e fanno molta più fatica a stabilizzarsi.
Dopo sei anni dall’avviamento al lavoro, solo il 42% della componente femminile risulta avere un rapporto continuato rispetto al 62% maschile. All’opposto, quando si tratta di lavori “flessibili” il tasso di incidenza per le donne è del 15% rispetto all’11% degli uomini. Per contenere l’emergenza, la Regione ha varato un nuovo pacchetto di incentivi all’occupazione femminile attraverso un patto che ieri è stato sottoscritto dai rappresentanti degli enti e dai sindacati. Lanciato per la prima volta per il biennio 2008-2009 con circa 6 milioni di contributi regionali (a cui si sono sommati quelli di enti locali e privati), al nuovo patto la Regione ha aggiunto altri 2,7 milioni di euro che saranno utilizzati per lo più per donne in condizioni di svantaggio, che per entrare o rientrare nel mercato del lavoro hanno bisogno di una formazione mirata.
Nel presentare il nuovo patto, l’assessore regionale Gianfranco Simoncini ha dichiarato che «dalla crisi non si esce senza far ripartire l’occupazione femminile, motore essenziale per lo sviluppo. Noi stiamo facendo il possibile per sostenerle, ma anche le aziende e le parti sociali devono dare il loro contributo». Grazie a questi fondi,
alcune iniziative proseguono e ne vengono attivate di nuove. Per esempio, vengono aumentati gli incentivi all’assunzione (tempo pieno o parziale) di donne over 30 imprenditoria femminile. Infine per le immigrate, è prevista l’istituzione di un voucher che consenta di vedere riconosciute le competenze, non potendosi legalmente riconoscere i titoli di studio. Ecco come è stata utilizzata una parte dei 6 milioni del primo patto. Nel 2008hanno prodotto le assunzioni di 76 donne over 30, per oltre 400mila euro di risorse utilizzate, mentre nel 2009 sono state 75, per 240 mila euro di risorse. Nel 2008le misure per la stabilizzazione dei contratti a tempo determinato o l’assunzione di persone in mobilità (misure valide per uomini e donne) hanno coinvolto 570 lavoratori. Le imprese a titolarità femminile coinvolte sono state 62 e le
risorse impiegate oltre 500mila euro, per questa stessa misura nel 2009 sono stati coinvolti 680 lavoratori
(uomini e donne) per oltre
2 milioni di risorse.
LA CRISI economica ha falcidiato posti di lavoro a livelli record e le donne hanno pagato il tributo più alto. Anche in Toscana, sebbene i dati percentuali siano al di sotto delle medie nazionale. Secondo le cifre fornite dalla Regione, gli ultimi tre mesi sono stati i peggiori: 68mila le donne disoccupate – il livello più alto degli ultimi cinque anni-, assunzioni calate nel primo trimestre 2010 del 3,9%, mentre quelle maschili sono cresciute del 7%, tasso di occupazione sceso al 53,1% dal 54,7% del corrispondente trimestre 2009 e tasso di disoccupazione salito al 9,5% dall’8,7% del trimestre precedente. Il lavoro femminile è debole anche sotto il profilo qualitativo: le donne sono più precarie degli uomini, hanno in media
qualifiche e stipendi inferiori e fanno molta più fatica a stabilizzarsi. Dopo sei anni dall’avviamento al lavoro, solo il 42% della componente femminile risulta avere un rapporto continuato rispetto al 62% maschile. All’opposto, quando si tratta di lavori “flessibili” il tasso di incidenza per le donne è del 15% rispetto all’11% degli uomini.
Per contenere l’emergenza, la Regione ha varato un nuovo pacchetto di incentivi all’occupazione femminile attraverso un patto che ieri è stato sottoscritto dai rappresentanti
degli enti e dai sindae si prevede un nuovo contributo per favorire la formazione e quindi l’occupabilità di donne sopra i 45 anni, le madri, le donne in mobilità o le disabili. Una novità è la previsione di incentivi per le imprese che favoriscono il part-time volontario a fronte di incrementi occupazionali e la Regione si è impegnata a favorire chi promuove nelle aziende la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Fra le novità, figura anche la definizione di una legge regionale per l’imprenditoria femminile. Infine per le immigrate, è prevista l’istituzione di un voucher che consenta di vedere riconosciute le competenze, non potendosi legalmente riconoscere i titoli di studio. Ecco come è stata utilizzata una parte dei 6 milioni del primo patto. Nel 2008 hanno prodotto le assunzioni di 76 donne over 30, per oltre 400mila euro di risorse utilizzate, mentre nel 2009 sono state 75, per 240 mila euro di risorse. Nel 2008
le misure per la stabilizzazione dei contratti a tempo determinato o l’assunzione di persone in mobilità (misure valide per uomini e donne) hanno coinvolto 570 lavoratori. Le imprese a titolarità femminile coinvolte sono state 62 e le risorse impiegate oltre 500mila euro, per questa stessa misura nel 2009 sono stati coinvolti 680 lavoratori (uomini e donne) per oltre 2 milioni di risorSE.
da QN del 27 07 10

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