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Simona Volpi e Monica Battini: il Gender Oriented

COSTUMI E SOCIETÀSimona Volpi e Monica Battini: il Gender Oriented


di Antonella De Vito

Le certificazione di qualità sono state adottate dal mondo del lavoro da diversi anni, mentre così non è per il Gender Oriented, cioè la certificazione di genere che attesta l’attuazione di “buone pratiche” nella gestione del personale, tendente a dare un maggior sviluppo professionale alle donne e fornire contemporaneamente all’azienda una maggiore visibilità in termini di rispetto delle diversità di genere. Un cammino ancora lungo, visto che le pari opportunità sono ben lontane dall’essere realizzate in qualsiasi settore della vita, ma soprattutto in campo lavorativo risultano essere particolarmente discriminate. La Provincia di Livorno da anni sta lavorando su questo aspetto, ed ha ottenuto anche finanziamenti dalla Ue grazie all’elaborazione di progetti che tendono allo studio e all’applicazione pratica del Gender Oriented. In questo cammino è stata coinvolta per le sue competenze tecniche e scientifiche l’agenzia internazionale Anccp, con la sua sede di Livorno. L’agenzia è una delle più accreditate nell’attività di valutazione della conformità dei prodotti ed il controllo dei procedimenti di produzione, ed anche nel settore delle pari opportunità può vantare una notevole esperienza. Continua la lettura… Simona Volpi e Monica Battini: il Gender Oriented

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A Firenze la conferenza nazionale dei comitati PO delle università

Stella Targetti: «Più donne significa più innovazione»

Preoccupazione per il rischio che i comitati perdano autonomia

«La nostra legge sulla cittadinanza di genere è una eccellenza e come governo regionale intendiamo proseguire sulla strada che valorizza le differenze». Lo ha sottolineato Stella Targetti, vicepresidente di Regione Toscana con delega per le pari opportunità, alla quarta conferenza nazionale sui comitati per le Pari Opportunità nelle Università italiane.  La vicepresidente si riferiva alla legge toscana 16/2009 (“Cittadinanza di genere”).

Sulla presenza delle donne nelle università (“Sempre più numerose, ma ancora troppo marginali nelle loro possibilità di fare carriera”), Targetti ha definito “fondamentale” il ruolo dei comitati che, in accordo con la loro conferenza nazionale, “attivano percorsi di studio e ricerca per sensibilizzare il mondo universitario”. E si è detta “preoccupata per il rischio, contenuto nel ddl di riforma sulle pari opportunità, di una sostanziale scomparsa dei comitati nella loro visibilità e autonomia”. Fra i compiti di tali comitati nei tre atenei toscani e nelle Scuole superiori di Pisa (il Sant’Anna e la Normale) anche la formulazione di piani triennali sulle azioni positive. Per Stella Targetti «la collaborazione con le Università toscane è una fra le priorità nel governo regionale» e a questo proposito ha citato l’ultimo esempio: un corso, appena concluso, con 25 responsabili del personale in aziende (fra i temi affrontati l’abbattimento degli stereotipi, la creazione di vocabolari condivisi, gli strumenti per valorizzare le differenze e per aiutare nella conciliazione vita-lavoro). «E’ la strada giusta – ha concluso Stella Targetti – anche perché la presenza delle donne nelle imprese è un elemento cardine per ge nerare innovazione».

dal sito www.regionetoscana.it

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Bollino rosa: gli ospedali italiani sono sempre più a misura di donna

Ospedali sempre più attenti alle esigenze e alla salute delle donne. Salgono a 224 in tutta Italia i centri con il ‘bollino rosa’, la “certificazione” per le cure al femminile assegnata da quattro anni dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna, che quest’anno ha premiato 122 nuove strutture su 132 candidate.
Strutture sempre più attrezzate anche per le terapie del dolore a misura di donna, anche se stenta a decollare il servizio di anestesia epidurale per il parto, per il quale solo pochi ospedali hanno specialisti dedicati. Quello dei “bollini rosa” è un ”grande percorso di civiltà” ha spiegato il sottosegretario alla Salute Francesca Martini alla presentazione della Guida 2010 dell’assistenza in rosa – ‘Bollini rosa. Gli ospedali vicini alle donne’ – con le informazioni su tutti gli ospedali certificati, disponibile anche in libreria.

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4° edizione del Progetto di formazione imprenditoriale “MadreFiglia.

Progetto MadreFiglia

Si tratta della 4° edizione del Progetto di formazione imprenditoriale “MadreFiglia.

Mentoring Accompagnamento Donne in Rete E Formazione Imprenditoriale Giovani Leaders Imprenditrici Autonome”, nell’ambito del quale è stata avviata una selezione per l’individuazione delle partecipanti al corso di formazione che è organizzato da Unioncamere Toscana, in collaborazione con la Regione Toscana, con il contributo tecnico di COAP, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Grosseto e con il sostegno del Coordinamento Regionale dei CIF toscani. Il corso, che quest’anno, per la prima volta, sarà organizzato anche a Pisa e Grosseto (presso la Camera di Commercio), è destinato a 36 donne motivate sotto il profilo imprenditoriale e residenti nelle macroaree di Livorno- Pisa-Lucca-Massa Carrara e Grosseto-Siena.

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Donne e scienza: ancora vittime del pregiudizio

Nonostante abbiano conquistato maggior spazio in ambito scientifico trovano ancora notevoli ostacoli negli stereotipi e nei pregiudizi culturali studio della American Association of University Women

MILANO – In molte sfiorano il soffitto di cristallo, ma in poche lo abbattono. Donne in gamba, volitive, carrieriste e preparate che però, al dunque, non riescono ad allinearsi ai colleghi uomini, soprattutto se si parla di discipline scientifiche. Nonostante l’impegno, la bravura, la tenacia. Perché? Secondo uno studio della American Association of University Women è una questione di stereotipi culturali, che subdolamente si insinuano e impediscono al gentil sesso di sfondare quel famoso soffitto, talvolta addirittura per una questione di auto discriminazione.PERCHE COSÌ POCHE? –Why so Few? (cosi si intitola il report, che analizza le differenze di genere nelle discipline scientifiche e in particolare nel cosiddetto settore STEM (Scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), chiedendosi per quale motivo se il gender gap si sta attenuando ancora non si è verificato un reale allineamento. I dati dello studio – come spiega bene l’autrice Catherine Hill – sono molto eloquenti e illustrano un’avanzata poderosa del gentil sesso in questo campo: nella matematica per esempio la rappresentanza maschile rispetto a quella femminile 30 anni fa era in un rapporto di 13 a 1, mentre oggi è in un rapporto di 3 a 1. Ma ad Harvard o in altri prestigiosi atenei ci dovrebbe essere una professoressa di matematica ogni tre professori. E invece così non è. Non ancora quantomeno. Secondo la ricerca è una questione di atteggiamento culturale, ancora nemico di una reale parità poiché in molte persone è diffusa la convinzione che le ragazze non siano molto portate per alcune materie.

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